“Voglio imparare a insegnare italiano a chi ne ha bisogno”. La storia di Valentina Bonsangue

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Valentina Bonsangue ha scelto di iscriversi al Master per “rendersi utile” a chi ne avrà bisogno. Dopo due lauree, un dottorato e l’abilitazione all’insegnamento, ha sentito la necessità di proseguire ancora i suoi studi per giungere ad un sapere che si legasse più efficacemente con la realtà in cui vive e dove l’immigrazione è un fenomeno all’ordine del giorno, che bisogna sapere affrontare. E lei ha scelto di mettersi in campo per accogliere, per insegnare la sua lingua materna a persone che vedono la scuola come un lusso che spesso non possono permettersi. 

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Sono Valentina Bonsangue, vivo a Palermo e ho 36 anni. Mi sono laureata in Lettere classiche ormai più di dieci anni fa e ho frequentato poi il Dottorato di ricerca in Filologia e cultura greca e latina, studiando in special modo letteratura e retorica antichi. Mi sono abilitata all’insegnamento e insegno ormai da anni italiano, latino e greco. Qualche anno fa ho scelto di prendere un’altra laurea in Studi storici e geografici, e lì si è consolidato il mio interesse per il panorama multiculturale che si apre davanti ad ognuno di noi.

In particolare, ho costatato che il fenomeno dei migranti, che osserviamo quotidianamente dal nostro cantuccio, e che i giornali riportano su vasta scala, altro non è che la somma di storie individuali, di decisioni problematiche, di progetti più o meno consapevoli, di traiettorie esistenziali. Ho cominciato a pensare che i miei studi umanistici avessero bisogno di un completamento, di un sapere che mi permettesse di legarli più efficacemente all’oggi. Allora ho cercato delle possibilità per sviluppare nuove competenze: volevo imparare a insegnare l’Italiano come lingua seconda a chi ne avesse bisogno, a chi avesse scelto di stabilirsi nella mia terra, o anche solo di passarci. E ho trovato questo master, che solo pochissime università propongono. Mi sono sentita fortunata di poterlo svolgere nella città in cui vivo e sono soddisfatta della sua offerta formativa, in quanto è pensata per intrecciare aspetti teorici ed epistemologici con aspetti operativi.

Rispetto ai miei percorsi formativi precedenti ha una grandissima virtù: non ti butta nelle esperienze ma ti prepara e poi ti ci accompagna. Dal master mi aspetto di poter ristrutturare le mie competenze di insegnamento dell’Italiano, rimodulandole su destinatari diversi, non italofoni e non soltanto adolescenti, e di acquisire tecniche di insegnamento nuove, che io possa spendere trasversalmente nella mia pratica scolastica. Guardando al futuro, non solo al mio ma a quello della società in cui vivo e della scuola in cui insegno, il mio desiderio è quello di poter affrontare le prospettive multiculturali con maggiore competenza e preparazione, e sono convinta che l’integrazione ed il dialogo passino attraverso la lingua e la cultura: immagino che dopo questo master saprò insegnare in classi multietniche e potrò anche essere utile a persone per le quali persino la scuola è un lusso.

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