“Nuovi migranti e nuova didattica. Esperienze al CPIA Palermo 1”

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Pubblichiamo il VI volume della collana Strumenti e ricerche della Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell’Università di Palermo.

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Curato da M. D’Agostino, ordinario di Linguistica italiana e Direttore della Scuola di Lingua italiana per Stranieri, e G. Sorce, Dirigente del CPIA 1 Palermo, il volume ricostruisce una proficua esperienza di collaborazione tra mondo universitario e un’istituzione scolastica, quale appunto il CPIA. Così le autrici nella Premessa: “di fronte a problemi nuovi, di grande rilevanza sociale e insieme di grande complessità, come  quello dell’ingresso nella scuola italiana di giovani ed adulti immigrati, in parte poco alfabetizzati, che devono insieme apprendere la lingua italiana e alcuni saperi di base necessari per l’inserimento nella nuova società, è fondamentale mettere in comune esperienze e riflessioni, forze ed entusiasmo. Senza paura di condividere anche i fallimenti e le frustrazioni, le incertezze e le difficoltà.” Una collaborazione che, a fronte delle diversità costitutive e di intenti dei soggetti coinvolti, è stata per una volta semplice, “improntata a una logica del fare insieme, dello sporcarsi le mani con la quotidianità della didattica e delle ricerca in territori nuovi, e insieme con la consapevolezza del ruolo fondamentale delle diverse realtà educative nell’inclusione sociale della popolazione migrante da una parte e nella costruzione di argini e antidoti contro forme diverse di intolleranza e rifiuto del diverso dall’altra.”

Al centro dell’esperienza, infatti, si colloca un inedito segmento della popolazione migrante, i Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA), cioè «minori stranieri, presenti nel territorio dello Stato, non aventi cittadinanza italiana o di altri Stati dell’unione europea che, non avendo presentato domanda di asilo, si trovano in Italia, privi di assistenza e di rappresentanza da parte di genitori o di adulti per loro legalmente responsabili». Ragazzi, per la maggior parte maschi, “che – leggiamo ancora nella Premessa al volume – hanno la forza e l’energia che deriva loro dalla straordinaria esperienza compiuta (cioè l’essersi messi in viaggio da soli da luoghi lontanissimi, in condizioni spesso drammatiche) ma anche dalla giovane età.” Molti di loro non hanno mai frequentato le aule scolastiche e arrivano quindi in Italia analfabeti o semianalfabeti nella lingua materna.

Un fenomeno nuovo e in costante crescita. E una nuova sfida per la ricerca didattica. Di qui la pubblicazione del volume, una scelta basata sulla convinzione “che solo la messa in comune delle esperienze, con generosità e senza pretesa di completezza e di perfezione, può consentire alla scuola italiana di costruire nuovi modelli educativi proprio nel campo dell’educazione degli adulti che da cenerentola del sistema dell’istruzione è chiamata improvvisamente a svolgervi un ruolo centrale, sperimentando modelli di didattica e di formazione degli insegnanti assolutamente innovativi. Ancora una volta ribadendo che l’immigrazione è una grande opportunità, una sfida per il cambiamento.”

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