Lezioni di italiano a minori emigranti: “Emozionano quando imparano a leggere e scrivere”

Iscriversi ad un master per colmare alcuni vuoti della propria formazione, per acquisire maggiore consapevolezza di quanto appreso dopo anni di esperienza diretta e, soprattutto, per un impegno verso gli studenti “che investono tanto delle loro risorse nei corsi di italiano.”  Sono queste le motivazioni che hanno spinto Fabrizio Leto a frequentare il Master di II livello in “”Teoria, progettazione e didattica dell’italiano come lingua seconda e straniera” promosso dal Dipartimento di Scienze Umanistiche in collaborazione con la Scuola ItaStra.

Tra le molte attività seguite all’interno del percorso di formazione offerto dal Master, Leto si è trovato principalmente impegnato in lezioni di lingua e cultura italiana per ragazzi con lo status giuridico di “minori stranieri non accompagnati.”Si tratta di giovani che hanno lasciato il proprio paese e, salendo su un barcone, hanno rischiato la vita per cercare di avere un futuro diverso. Adesso, grazie ad un’iniziativa completamente gratuita offerta dai docenti ItaStra ,seguono corsi di alfabetizzazione (poiché molti di loro non sanno né leggere né scrivere) e di lingua italiana.
In queste lezioni speciali sono stati coinvolti anche studenti del Master, così da poter subito mettere in atto le teorie didattiche apprese in aula.
“Le attività con minori stranieri non accompagnati in cui sono stato coinvolto sono raggruppabili in 5 blocchi – spiega Leto. – Il primo blocco è stato un breve modulo di 20 ore. Le lezioni erano videoriprese e la loro progettazione e il loro svolgimento in classe sono stati supervisionati dai docenti formatori Marcello Amoruso e Adele Pellitteri. In questo primo blocco ho inoltre cominciato ad utilizzare nuove tecniche didattiche e creato materiali appositi per questa tipologia di studenti. Il secondo e il terzo blocco erano invece due moduli più lunghi, di 40 ore, dove ho avuto la possibilità di riproporre con studenti nuovi quanto sperimentato in precedenza. In questa fase i formatori non erano più in aula ma ci incontravano periodicamente per avere contezza del corso.
Durante il quarto blocco, invece, ho realizzato un project work svolto in una delle comunità che accolgono i minori. In questo caso l’intervento didattico ha seguito modalità diverse ed ha visto la realizzazione finale di un prontuario di prima necessità, che è stato realizzato con il lavoro coordinato degli studenti e assemblato in un formato digitale.
Il quinto blocco, appena cominciato, è un nuovo corso in aula durante la Summer School 2014. Questa volta il corso sarà più lungo (tutta l’estate) e lo gestirò in codocenza con la mia collega Eleonora Palmisano. Durante le lezioni sperimenteremo nuove tecniche e attività finalizzate all’acquisizione della competenza di letto-scrittura da parte di studenti minori non accompagnati analfabeti in L1. Le attività sono coordinate dalla docente formatrice Pellitteri e costituiranno il materiale per la tesi finale del Master”.

Ogni classe seguita da Leto è composta da circa sette ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni provenienti da paesi molto lontani e diversi come il Mali, la Nigeria, il Bangladesh, il Gambia, il Senegal, l’Etiopia, l’Egitto e l’Eritrea.
“Sono persone splendide – commenta – e che insegnano molto. Per questo motivo l’esperienza in aula mi ha lasciato molto dal punto di vista umano. Questi ragazzi riescono ad emozionare con la loro semplicità, con i sorrisi e con le storie che raccontano. Emozionano quando imparano a leggere e scrivere e questa è una gratificazione che non avevo mai provato prima.”

E anche dal punto di vista didattico le lezioni con gli studenti stranieri hanno lasciato e continuano a lasciare nuove nozioni e saperi. “Ho incontrato una difficoltà iniziale nel riuscire a gestire un nuovo tipo di attività e nella necessità di costruire nuovi materiali giorno per giorno, secondo modalità fino a quel momento sconosciute. Grazie a questa esperienza, però, ho imparato a realizzare interventi didattici efficaci per studenti analfabeti in L1. Ma soprattutto mi sono nate la voglia e il piacere della ricerca. Vedo ancora tanti margini di miglioramento e tanti aspetti da esplorare e questo mi spinge a proseguire i miei studi, spero anche in futuro.”
In vista della conclusione del Master, Leto pensa già al suo futuro lavorativo. “Vorrei continuare a insegnare italiano e contemporaneamente approfondire gli studi cominciati con il Master. Ho ancora molta voglia di investire in questa professione che non vedo più solo come insegnamento in classe ma anche come ricerca e formazione continua.”

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  1. admin@school Autore post

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